Impennata dei prezzi della frutta

Il clima pazzo, con gelo e bufere di vento che si sono alternati alla siccità con pesanti effetti sulle coltivazioni, hanno portato ad un aumento dei prezzi della frutta del 3,6%. In generale – riferisce la Coldiretti sulla base dei dati Istat sull’inflazione a marzo – i prezzi dei beni alimentari non lavorati fanno segnare su base tendenziale un aumento del +1%. 

Una situazione questa che – rileva la Coldiretti – favorisce le speculazioni nei campi dove molti raccolti sono andati distrutti a causa del maltempo. A pesare sui prezzi sono anche le chiusure della ristorazione che privano di un importante mercato di sbocco produzioni deperibili.

L’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, prescinde però da fenomeni atmosferici occasionali, perchè ha raggiunto a livello mondiale il massimo da quasi sette anni trainati dalle quotazioni in aumento per zucchero, oli vegetali, cereali, latte e carne.

L’indice Fao dei prezzi dei prodotti alimentari a marzo 2021 ha raggiunto il valore massimo dal giugno 2014. Si tratta – sottolinea la Coldiretti – del risultato di dieci mesi di aumenti consecutivi con l’indice Fao che ha raggiunto un valore medio di 118,5 punti in marzo, per effetto di un incremento del 2,1% rispetto al mese precedente. A tirare la volata – precisa la Coldiretti – sono i prezzi internazionali dei cereali cresciti del 26,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre i prodotti lattiero caseari sono saliti del 16% rispetto all’anno scorso ma va anche segnalato il balzo del 30% nelle quotazioni dello zucchero.

Con la pandemia da Covid – continua la Coldiretti – si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni e incertezza per gli effetti dei cambiamenti climatici che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per garantire l’alimentazione delle popolazione. La paura di non poter soddisfare i bisogni primari come il cibo ha convinto la stessa Unione Europea a lanciare una consultazione pubblica per raccogliere contributi dagli operatori, ma anche dalle autorità e dai cittadini per realizzare un piano finalizzato a conquistare l’autosufficienza alimentare. 

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