In occasione di Benvenuto Brunello, il Consorzio del vino Brunello di Montalcino ha presentato un sondaggio effettuato su un campione di sommelier di ristoranti stellati e degli hotel di lusso italiani che, secondo i dati, ripartono il vino nell’alta ristorazione in modo eccellente per il 54% o buono (46%). Nelle loro cantine, 4 ristoranti su 10 dichiarano di avere più di 30 etichette di Brunello, considerato uno dei protagonisti della ristorazione italiana.
Secondo la survey, a cui ha risposto buona parte degli 85 sommelier dell’alta ristorazione attesi a Montalcino per le anteprime delle nuove annate, il consumatore-tipo di Brunello lo fa per occasioni di svago, è di età compresa tra i 40 e 60 anni, proviene in particolare dall’estero (70%) – nell’ordine da Usa, Germania, Svizzera, Russia e Francia – e ritiene che i principali competitor del principe dei rossi toscani siano il Barolo (83,3%), seguito dal Bolgheri (41,7%) e dal Borgogna (33,3%).
Altissima la rappresentatività in carta: quasi 4 ristoranti su 10 dichiarano infatti di avere più di 30 etichette di Brunello tra le proposte, e il 30% indica da 11 a 20 referenze, mentre la quasi totalità (96%) possiede una library di vecchie annate della Docg toscana.
E il rapporto con l’alta ristorazione e i sommelier è confermato anche dall’impegno del Consorzio con la guida Michelin. Infatti, il 23 novembre l’ente consortile è stato lo sponsor ufficiale dell’Award Sommelier della guida di riferimento mondiale per la valutazione della qualità dei ristoranti e degli alberghi.
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